Per risolvere il problema del singhiozzo è necessario fare un lungo respiro e trattenere il fiato il più a lungo possibile, è consigliabile almeno una decina di secondi deglutendo e ingerendo l’aria che abbiamo trattenuto nella bocca. Se questo non dovesse funzionare, sorseggiate lentamente a più riprese almeno 2-3 bicchieri di acqua fredda. In alternativa potrebbe essere utile fare dei gargarismi per un minuto o due con acqua calda o fredda, è indifferente la temperatura dell’acqua in questo caso. O ancora, si potrebbe usare il classico metodo di cui si vedere spesso in televisione, ovvero quello di mettete naso e bocca sull’imboccatura di un sacchetto di carta e respiratevi dentro per qualche minuto, in questo modo l’accumulo di anidride carbonica prodotto in questo modo può aiutare a far cessare il singhiozzo. Se questo si protrae per un’ora o più, consultate un medico.

I piccoli oggetti rotondi come

  • le perline,
  • bottoni,
  • monete,
  • palline e quant’altro, se inghiottiti dai bambini possono risultare più che dei grandi ed enormi problemi, delle scocciature perchè passano di solito senza danni attraverso l’intestino e vengono quindi spontaneamente eliminati. In quel caso quindi è meglio non somministrate purganti né alimenti che facciano volume all’interno dello stomaco, basterà attenersi ad una alimentazione molto semplice, quindi alla dieta normale. Se l’oggetto provoca dolore invece, sarà meglio consultate il medico. Per qualche giorno setacciate le feci per accertare che l’oggetto venga espulso.

Queste tipologie di incidenti avvengono solitamente ai bambini che possono aspirare gli oggetti più diversi. La faccia in questi casi poi diventa di un rosso acceso ma con il passare del tempo, se la difficoltà a respirare persiste o si aggrava, il colorito può diventare bluastro quasi tendente al viola. L’unica cosa che c’è da fare in questi casi di emergenza nell’attesa che vengano i soccorsi chiamati è esortare la vittima a tossire per espellere il corpo estraneo. Non tentate in alcun modo di afferrarlo con le dita poichè il rischio è di spingerlo ancora più in profondità.