
Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dai melanociti della cute e delle mucose, dai melanociti che costituiscono i nevi e, molto più raramente, per fortuna, da melanociti posti in sedi extracutanee.
Questa malattia è in costante aumento in relazione soprattutto alla prolungata esposizione ai raggi ultravioletti a cui siamo continuamente sottoposti per via del famoso buco dell’ozono, e sono difatti sempre più le persone affette da questa condizione, anche tra i giovani. È stata constatata una predisposizione familiare inoltre che riguarda oltre il 10% di tutti i melanomi.
Il melanoma inoltre, e questo dato è fondamentale, è più frequente in presenza di un elevato numero di nevi, superiore a 50, di nevi congeniti e in presenza di un determinato tipo e tipologia quindi di pigmentazione cutanea, ovvero in presenza di una persona con una carnagione piuttosto chiara, con occhi e capelli chiari.
Per una corretta diagnosi clinica il dermatologo deve visitare accuratamente tutta la cute con il paziente completamente spogliato e con un adeguata illuminazione, in modo tale da non farsi tralasciare alcun dettaglio che potrebbe risultare fatale e grave nel caso di svista da parte del medico dermatologo. È necessario, soprattutto, osservare con attenzione anche sedi che facilmente sfuggono all’osservazione, gli spazi tra le dita, le piante dei piedi, le regioni auricolari, la regione perianale ed i genitali. Gli strumenti utilizzati sono il dermoscopio ed il microscopio operatorio che permette di ingrandire fino a 60 volte.
Nel caso si sospetti la presenza del melanoma si deve procedere alla biopsia escissionale, cioè all’asportazione di tutta la lesione con piccoli margini anche di cute sana. E nel caso di diagnosi sfortunatamente confermata si dovrà procedere tempestivamente ad un nuovo intervento con asportazione di un più ampio margine di cute sana. Eventualmente si dovranno eseguire una radiografia del torace ed un’ecografia del fegato per valutare la presenza di eventuali metastasi aggiuntive inoltre.

